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Stato d’assedio

 

Siamo così vicini quasi da confonderci
nessun distinguo, linea di confine
nessuna garanzia
che potrei anche morire, adesso
in pace, potrei
finirti dentro per osmosi, lasciare
andare ogni promessa
che non esiste più, non esiste
quel castello di frasi a colazione
il rito, le scadenze
non c’è nulla da farsi perdonare
una minima distanza è sufficiente
che non siamo più
nemmeno corpi, solo una connotazione
uno stato d’assedio naturale.

 

 

Anna Salvini

Pubblicato il 12/7/2011 alle 16.4 nella rubrica le mie poesie.

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